Oltre 2.600 visitatori hanno affollato lo storico immobile di piazza delle Erbe durante le Giornate FAI di Primavera. Il successo dell’iniziativa, nata dalla sinergia tra Invimit e il Fondo per l’Ambiente Italiano, segna il primo passo verso la futura valorizzazione dell’edificio.

Un’attesa durata vent’anni si è sciolta nello scorso weekend in un bagno di folla.

Il Palazzo delle Debite, gioiello ottocentesco nel cuore di Padova, è tornato a mostrarsi al pubblico grazie alla collaborazione tra Invimit Sgr (società del Ministero dell’Economia e delle Finanze) e la delegazione padovana del FAI.

Con circa 2.600 ingressi registrati tra sabato e domenica, il palazzo disegnato da Camillo Boito si è confermato il sito più visitato dell’intera provincia e tra i più ammirati in Veneto, superando ogni aspettativa degli organizzatori.

Un viaggio tra architettura e storia

I visitatori, guidati dai volontari del FAI, hanno potuto ammirare per la prima volta dopo due decenni gli interni del palazzo e gli spettacolari affacci su Piazza delle Erbe. L’edificio, che sorge sull’area dell’antica prigione per i debitori insolventi (da cui il nome), rappresenta una delle massime espressioni dello stile di Boito, capace di dialogare armoniosamente con il vicino Palazzo della Ragione.

Questa riapertura straordinaria segue il successo dello scorso anno con Palazzo Dondi dell’Orologio, consolidando il modello di cooperazione tra la Sgr del MEF e il Fondo per l’Ambiente Italiano per la restituzione temporanea di immobili di pregio alla collettività.

Il futuro: una nuova funzione entro tre anni

L’apertura straordinaria non è stata solo un evento celebrativo, ma anche un test sulla centralità dell’immobile per la vita cittadina. Invimit, che gestisce il palazzo attraverso il fondo immobiliare Dante Comparto Convivio, sta lavorando attivamente per individuare la migliore strategia di valorizzazione.

L’obiettivo dichiarato dalla società è quello di restituire definitivamente il Palazzo delle Debite alla comunità padovana con una nuova funzione d’uso entro i prossimi tre anni, trasformandolo da “vuoto urbano” a polo di attrazione e servizio per la città.

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